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Walking and Hiking in Umbria: A Walk Around Assisi’s Eight Gates

Quest’articolo è riprodotto qua con il permesso dell’autore, Giuseppe Bambini, ed è stato pubblicato originariamente nella rivista ormai fuori stampa AssisiMia, di Francesco Mancinelli, editore.

L’itinerario proposto consente di osservare le mura medievali della città, con scorci interessanti e inusuali. Consigliato abbigliamento comodo e scarpe adeguate a una gita in campagna, portate la macchina fotografica: verrà sicuramente usata. Non ci sono problemi di orientamento, è sufficiente seguire la descrizione e avere in mano la nostra rivista Assisi Mia: la pagina centrale con la pianta della città sarà utile per verificare in ogni momento l’itinerario descritto. Per l’intero giro – con passo comodo e senza fretta – occorrono circa 4 ore, l’itinerario può comunque essere accorciato in vari punti. Le otto porte cittadine toccate lungo il percorso, risalgono tutte alla seconda metà del XIII sec, essendo stata deliberata la loro costruzione dal Consiglio del Comune e dalla Magistratura nel 1260. Ed ora, buona passeggiata intorno alle mura.

ITINERARIO : Da Piazza Matteotti, localmente detta Piazza Nova, si percorre in salita Via Santuario delle Carceri. Appena sottopassata Porta Cappuccini si piega a sin su sterrata in salita – ombreggiata da due file di cipressi – che fiancheggia il perimetro esterno della Rocca Minore (XIV sec), o Rocchicciola. Giunti al cassero si lascia la sterrata e si imbocca un evidente sentiero in discesa, con bel panorama sulla Rocca Maggiore. Lo stradello costeggia le mura e, superate alcune brutte baracche, conduce a Porta Perlici. Appena sottopassato l’arco piegare a ds lungo Via Porta Perlici. Percorsi circa 200 m, proprio all’inizio di un parcheggio sulla ds, si imbocca a ds uno stradello in discesa che inizialmente costeggia una recinzione metallica verde. Poco dopo il sentiero si biforca, trascurare quello che scende alla sottostante strada asfaltata e seguire quello di sin che sale verso le mura. Alla successiva biforcazione proseguire diritto. In basso la gola del Torrente Tescio con il Molino Tardioli e una torre di avvistamento ormai diruta. Se la passeggiata si svolge durante un pomeriggio soleggiato, il profilo della Rocca Maggiore si staglia contro le pendici di Col Caprile. Una rampa in ripida salita riporta a ridosso delle mura. Con percorso aereo e panoramico si supera una fitta fascia di ginestre (e asparagi), giungendo alla base della torre poligonale della Rocca Maggiore. Distrutta nelle lotte civili e nella guerra antiperugina – che portarono alla nascita del comune di Assisi (1198-1202 – fu ricostruita nel XIV sec. In basso il cimitero cittadino. Tramite breve scalinata a sin si può salire al piazzale antistante la rocca. Si continua su evidente sentiero in discesa che entra in un oliveto in prossimità di un casale privato. Piegando a ds si scende alla sterrata sottostante, quindi a sin al casolare: è consigliabile chiedere il permesso di passare. Ripreso il viottolo che costeggia le mura e superato un cancelletto (che va richiuso dopo il passaggio), si scende fra gli olivi in direzione del campanile della Basilica di S. Francesco. Si rasenta il nuovo parcheggio; una breve scalinata in discesa conduce a Porta San Giacomo, sulla cui cima vigile un solitario cipresso. Se l’accesso alla casa privata non è consentito, è necessaria una piccola variante: dalla sterrata in vicinanza della casa prendere verso ds scendendo al cimitero cittadino; percorrendo verso sin un bel vialetto ombreggiato da cipressi si giunge a Porta S. Giacomo. Senza sottopassare l’arco piegare a ds su strada asfaltata che scende verso la valle del Tescio. Percorsi alcuni centinaia di m, proprio di fronte a uno stradello che sale sulla ds e in corrispondenza di una interruzione del guard-rail, imboccare sulla sin una pista erbosa che conduce in breve a un caratteristico ponticello sul Tescio. Attenzione nell’attraversamento perché privo di protezioni laterali! Da questo punto fino a Ponte San Vetturino vi sono due possibilità: 1- itinerario più scontato e meno interessante (consigliato ai meno esperti) Si traversa il ponticello giungendo poco dopo sulla strada asfaltata che si percorre verso sin fino a Ponte S. Vetturino; particolari vedute sui bastioni del Convento di S. Francesco 2- itinerario inconsueto ma più interessante (consigliato ai più esperti) Appena prima di traversare il ponticello si imbocca a sin lo stradello che scende al greto del torrente. A questo punto si mantiene la sponda orografica sin del Tescio. Senza percorso obbligato – a volte in vicinanza del greto, a volte un po’ distante – ma senza particolari problemi di percorrenza, si segue la corrente fino a Ponte S. Vetturino. Percorsi poche decine di metri verso la città, in corrispondenza di un bivio con edicola, imboccare a sin una strada asfaltata. Al bivio immediatamente successivo si prosegue diritto lungo una sterrata in salita – localmente detta la Piaggia – che costeggia le mura del perimetro esterno del Convento di S. Francesco Verso ds oliveti, casolari e l’inconfondibile mole della Basilica di S. Maria degli Angeli. Sottopassata la Portella di San Francesco si sbuca su strada asfaltata, che si percorre verso sin in salita (siamo di nuovo in città). Appena sottopassata Porta San Francesco (con le ante in legno), piegare verso ds in discesa lungo Via Frate Elia, quindi si percorre verso sin in salita Via S. Apollinare, fiancheggiando le mura dell’abbazia benedettina di San Pietro. Dopo alcune centinaia di m si imbocca a ds una larga scalinata in discesa che fiancheggia le imponenti mura del Monastero di S. Giuseppe. Sottopassata Porta Sementone si sbuca sulla SS 147 che si percorre verso sin in salita: tenersi sul marciapiede! Percorsi circa 300 m si lascia la SS 147 per imboccare a sin una stretta strada asfaltata in salita. Si sottopassa Porta Moiano continuando in salita, quindi si piega a ds su scalinata in discesa. Si prosegue su sterrata lasciando sulla ds i vecchi lavatoi pubblici, da tempo in colpevole stato di abbandono e decadenza. All’indietro domina il campanile della Chiesa di S. Maria Maggiore, la Rocca Maggiore e la Torre Civica (Torre de Piazza). La sterrata – Via delle Fonti di Moiano, localmente detta Strada dei Cavallacci – si mantiene per un bel tratto sulla parte sommitale delle mura, come si può facilmente notare affacciandosi verso il basso, quindi diventa asfaltata e prosegue costeggiando le mura. Giunti a Porta Nova, senza sottopassare l’arco si traversa la strada continuando diritto in salita lungo Via della Selva. Al termine della via si trovano due colonnette; qui termina il nostro percorso intorno alle mura cittadine. A questo punto è d’obbligo una sosta – appoggiandosi al parapetto – per ammirare il grandioso panorama sulla Valle Umbra e su Assisi: in primo piano l’abside e il campanile della Chiesa di S. Chiara. Si traversa la strada, si entra nel piccolo parco cittadino che si supera verso sin. Traversata la strada asfaltata si torna di nuovo a Piazza Matteotti.

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